• Sab. Ott 1st, 2022
aviazione green

Vediamo insieme 3 tecnologie green che nel prossimo decennio saranno una rivoluzione per la green economy. Se vogliamo far fronte ai cambiamenti climatici, riducendo le emissioni e gli scarti in generale, il progresso tecnologico non può restare indietro. Per esempio gli idrocarburi, che hanno fatto la fortuna del XX secolo, ora sono sempre più costosi e dannosi per la salute, dobbiamo liberarcene in fretta.

Luce per riciclare la CO2 di scarto

Questo processo è simile alle piante, che con le loro foglie, tramite la fotosintesi, convertono la CO2 nell’atmosfera in molecole complesse, come gli zuccheri. Si punta a sfruttare la luce solare per covertire la CO2 in altre molecole, utili come materie prime per la produzione di beni di vario genere. Questo è possibile grazie ai semiconduttori, in coppia con catalizzatori a base di biossido di titanio e azoto, di ultima generazione. Questa nuova tecnologia permette di sfruttare in gran parte la luce visibile proveniente dal sole, e non solo quella ultravioletta ad alta energia. I raggi UV del sole sono emessi in minore quantità ed inoltre sono più dannosi.

Aviazione elettrica

La seconda delle tre tecnologie green è l’aviazione elettrica. Varie startup, ma anche grandi nomi come Airbus e la NASA, stanno facendo progetti per aerei alimentati ad energia elettrica. Essi avrebbero notevoli vantaggi in termini di emissione diretta, rumore e costi di manutenzione. Purtroppo le batterie necessarie sono molto pesanti, quindi al momento aerei del genere sono piccoli e coprono tratte brevi. Però si stima che, con i giusti investimenti, entro il 2025 ci saranno aerei in grado di viaggiare per almeno 800km, trasportando qualche decina di passeggeri. Può sembrare forse un obbiettivo limitato, ma per convincersi del contrario basta pensare che metà dei voli a livello mondiale copre meno di 800km. Di conseguenza gli aerei elettrici potrebbero sostituire buona parte dei velivoli privati e di linea, solo coprendo tratte a corto raggio.

Idrogeno verde

Una tecnologia indispensabile per far fronte ai cambiamenti climatici nei prossimi decenni è sicuramente l’idrogeno verde. Esso si può ottenere con elettrolizzatori ad energia elettrica, che sfruttano l’elettrolisi per scindere l’acqua in idrogeno e ossigeno. Se l’energia necessaria è presa da fonti rinnovabili, come eolico e solare, si può avere appunto idrogeno “verde”. Questo permetterebbe anche di immagazzinare l’energia in eccesso prodotta da queste fonti “imprevedibili” (il sole e il vento non sono costanti), per rilasciarla quando c’è carenza. Così si limitano gli sprechi e si usano meno batterie per lo stoccaggio di energia, costose ed inquinanti.

Un altro vantaggio sta nella combustione dell’idrogeno, il cui unico scarto è l’acqua, quindi perfettamente pulito, una volta che è stato prodotto in modo “verde”. Usare idrogeno nell’industria pesante e nei trasporti, al posto dei combustibili fossili, sarebbe un enorme passo avanti. Goldman Sachs ha previsto che l’idrogeno verde sul mercato varrà 12000 miliardi entro il 2050.

Per approfondire: Le Scienze n. 629, “Le dieci tecnologie da tenere d’occhio nel 2021”.

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