• Sab. Ott 1st, 2022
grafico co2 in diminuzione

Molti economisti sono concordi nel ritenere che uno dei metodi più efficaci per ridurre le emissioni di anidride carbonica sia una carbon tax.

La carbon tax viene applicata sulle emissioni delle industrrie, in particolare quelle di anidride carbonica. Perciò dovrebbe incentivare le aziende a ridurre il più possibile le emissioni, con investimenti a lungo termine. Per un calcolo corretto delle emissioni, dovrebbero essere considerate anche quelle indirette, per esempio legate ad uno smaltimento dei rifiuti fatto malamente.

In breve, se una fabbrica immette nell’atmosfera 1000 tonnellate di CO2 e si prevede una tassa di 50 dollari a tonnellata, allora pagherà 50’000 dollari.

Se a livello politico molti paesi decideranno di intraprendere questa strada, si dovrà stare attenti a calibrare l’aliquota prevista. Essa dovrà essere abbastanza alta per essere efficace, ma non troppo per non gravare eccessivamente sulle imprese. Ma come scegliere il valore corretto?

La stima dei danni

In teoria la tassa dovrebbe coprire i danni causati dal rilascio di una tonnellata di anidride carbonica nell’atmosfera, ma stimarli accuratamente è alquanto difficile. Alcuni modelli prendono in considerazione i danni a breve termine legati ai cambiamenti climatici, ma anche possibili eventi catastrofici. Gli eventi catastrofici sono eventi a bassa probabilità ma con conseguenze potenzialmente devastanti.

Scegliendo una tassa giusta, potremmo ridurre le emissioni di anidride carbonica degli stati aderenti gradualmente nel tempo. Infatti le imprese sarebbero incentivate ad aggiornare le proprie tecnologie verso la sostenibilità ambientale.

Forse può sembrare che l’economia venga penalizzata con la carbon tax. In realtà si stima che i costi dei cambiamenti climatici saranno, a lungo termine, cinque volte i costi della riduzione delle emissioni. Inoltre la tassa sarebbe fonte di grandi introiti per lo stato, che potrebbero essere usati per potenziare le infrastrutture a zero emissioni.

La situazione nel mondo

Si stima che per gli Stati Uniti l’aliquota ideale sarebbe di circa 43 dollari per tonnellata, anche se al momento non è stata adottata. I paesi che hanno già imposto la tassa hanno fatto conti molto diversi: si passa dagli 0,08 dollari della Polonia, fino ai 121 della Svezia. La Francia, con 49 dollari per tonnellata, è riuscita a ricavare 9 miliardi di introiti solo nel 2018.

Ormai è evidente che per far fronte ai cambiamenti climatici e ridurre l’impatto delle attività umane, servano grandi decisioni politiche. Se queste verranno dai più grandi paesi del mondo, anche se potranno risultare scomode, forse salveranno le generazioni future.

Per approfondire: Le Scienze, numero 624, “Quanto dovrebbe costare l’anidride carbonica?” di Gilbert E. Metcalf

Beniamino Perri

3 commenti su “Ridurre le emissioni di anidride carbonica con una tassa”

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