• Sab. Ago 13th, 2022

Perchè i Bitcoin potrebbero salvare gli afghani dai talebani

DiPaolo Castellani

Ago 31, 2021
Perchè i Bitcoin potrebbero salvare gli afghani dai talebani

Perchè i Bitcoin potrebbero salvare gli afghani dai talebani. Nell’Afghanistan del sangue e del dolore, nell’Afghanistan dei talebani, dell’instabilità politica, della Sharia, dei missili e dei carrarmati, si sta delineando uno delle più tragiche crisi umanitarie della storia recente. La corsa alle banche, al denaro contante, per finanziare un’esodo tutt’altro che sicuro, è soltanto la punta dell’iceberg sommerso di una comunità, anzi una popolazione, che farebbe di tutto per lasciare la propria casa e fuggire altrove.

I Bitcoin sono salvezza

Da quando i talebani hanno ripreso il potere tutte le libertà personali sono state limitate, se non in alcuni quasi, totalmente annullate. Fra queste anche quella all’utilizzo del denaro. Molte banche infatti sono state chiuse, depredate, saccheggiate, spogliate, altre funzionano, ma sono asservite al “regime” e agli afgani è permesso ritirare soltanto 200 dollari al giorno.

Per chi sta tentando di fuggire, non è che una cifra irrisoria.

È in questo scenario che si sta facendo largo l’idea del Bitcoin come moneta “alternativa” in quanto non sottoposta al controllo del governo.

Tuttavia, spiega alla CNBC un trader, la comunità crypto è ancora troppo piccola. Chi ha portafogli in criptovalute preferisce stare nascosto, sebbene per le autorità afghane entrarne in possesso possa essere molto difficile, proprio per la loro natura decentralizzata. Fra paura e terrore, l’Afghanistan.

La situazione attuale

Dopo l’annuncio del ritiro dell’esercito degli Stati Uniti dall’Afghanistan, i talebani hanno progressivamente preso il potere, di nuovo. Il presidente in carica ha lasciato il paese, di fatto consegnandolo nelle mani del gruppo di estremisti che hanno dichiarato il ripristino dell’emirato islamico. 

Questo ha generato caos e preoccupazione. Hanno fatto il giro del mondo le immagini dei cittadini che si sono ammassati all’aeroporto di Kabul, consegnando i figli nelle mani dei soldati occidentali. Così come quelle dei disperati che cercavano di aggrapparsi al carrello degli aerei in partenza. Scene drammatiche, da Hollywood, ma biecamente reali.

La crisi economica oltre quella politica

La presa di potere dei talebani non ha avuto soltanto risvolti geo-politica, ma ha impattato pesantemente anche da un punto di vista economico.

Dopo la conquista di Kabul, i principali provider di pagamenti transfrontalieri come MoneyGram e Western Union, hanno interrotto i loro servizi. È stato inoltre interrotto il commercio di valuta, fatto che fa presagire una imminente drastica svalutazione. Gli “afghani”, questo è il nome della moneta utilizzata nel Paese mediorientale, ha già perso in 5 anni il 400%, lasciando gli afghani, quelli in carne e ossa, sul lastrico.

Questo mix di fattori ha infatti fortemente ridotto la liquidità nel paese, con le conseguenze descritte sopra: chiusura delle banche e difficoltà di prelievo di denaro.

Perchè i Bitcoin potrebbero salvare gli afghani dai talebani

In questo scenario, per mettersi al riparo dalla scarsa liquidità, dall’inflazione galoppante, e dal controllo del governo, Bitcoin potrebbe essere la soluzione. 

Al momento, però, non è detto che sia una “via” percorribile perché anche l’utilizzo del Bitcoin richiede una connessione internet, e sembra che i talebani stiano tagliando pure quella, in particolare nelle zone dove il loro controllo non è completo. Eliminando la connessione, si frenano le comunicazioni tra i ribelli.

E si frena anche l’utilizzo di valute alternative, come le criptovalute appunto, che richiedono una connessione per poter operare.

Che internet sia necessario lo dimostra anche la storia di Ali, raccontata da Reuters. Il giovane stava avviando un business per il mining di bitcoin ed Ethereum. Il taglio della connessione internet lo ha costretto a rivedere i suoi progetti e a pianificare una fuga, altrove.

“Non c’è internet. Senza internet, non posso fare il mio lavo. Se avessimo degli smartphone con una fotocamera, i talebani ci ucciderebbero. Se immortalassimo le barbarie che compiono, non avrebbero scampo e subirebbero le ritorsioni di molti Paesi Occidentali. Cina esclusa, ovviamente.

È da questa frase drammatica che si evince come la soluzione Bitcoin rischi di non essere praticabile. Ma vista la sua natura indipendente, c’è da aspettarsi che la community crypto in Afghanistan, se anche piccola e nascosta, farà di tutto per restare attiva e per cercare di divenire roccaforte di libertà e giustizia.

Paolo Castellani

“Perchè i Bitcoin potrebbero salvare gli afghani dai talebani”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *