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L’UE pianifica di inserire Gas e Nucleare fra le energie rinnovabili

DiPaolo Castellani

Gen 2, 2022

L’UE pianifica di inserire Gas e Nucleare fra le energie rinnovabili.

L’Unione europea sta pianificando di inserire vari progetti relativi al gas naturale e all’energia nucleare come investimenti “verdi” dopo una battaglia durata circa un anno fra vari governi della comunità circa l’effettiva dicitura con cui catalogare queste due ultime fonti di energia. Rinnovabili, fossili, inquinanti?

La Commissione europea dovrebbe proporre una serie di misure, proprio in questo mese, per includere i progetti di gas e nucleare nel “glossario della finanza sostenibile” dell’UE.

Che cos’è il glossario della finanza sostenibile?

Si tratta di un elenco di attività economiche e di criteri ambientali che devono venire soddisfatti per poter essere identificati come investimenti “verdi”. Limitando l’etichetta di “verde” a progetti veramente rispettosi del clima, rendendola in sintesi più esclusiva, il sistema mira a rendere tali investimenti più attraenti per il capitale privato e a fermare il fenomeno del “greenwashing”.

Che cosa significa”greenwashing”?

Greenwashing, termine inglese che generalmente viene tradotto come ecologismo di facciata o ambientalismo di facciata, indica la strategia di comunicazione di certe imprese finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale; allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti.

Cambierà tutto anche sul fronte finanziamenti

Bruxelles si sta anche impegnando per riorganizzare il sistema di erogazione dei finanziamenti dell’UE, ciò comporterebbe una rivalutazione, più stringente, delle attività e delle iniziative degne di essere incentivate e sostenute economicamente tramite i soldi dell’Unione.

Si legge su una bozza della Commissione che gli investimenti nelle centrali nucleari saranno “verdi” soltanto se queste abbiano un piano, fondi e un sito per smaltire in sicurezza i rifiuti radioattivi. Per essere considerate verdi, inoltre, le nuove centrali nucleari devono ricevere i permessi di costruzione prima del 2045.

Anche gli investimenti nelle centrali elettriche a gas naturale dovrebbero venire considerati “verdi” a patto che:

  • producano emissioni inferiori a 270 g di CO2 per kilowattora di energia elettrica prodotta,
  • sostituiscano un impianto a combustibili fossili già esistente e più inquinante
  • ricevano un permesso di costruzione entro il 31 dicembre 2030.

Compromessi spinosi

La produzione di gas e di energia nucleare sarebbe etichettata come verde in quanto attività “di transizione”, termine utilizzato per indicare quelle attività che non sono completamente sostenibili, ma che hanno emissioni inferiori alla media del settore fossile.

“Tenendo conto degli studi scientifici e dell’attuale progresso tecnologico, nonché delle diverse condizioni di transizione tra gli Stati membri, la Commissione ritiene che il gas naturale e il nucleare siamo importanti come mezzo per facilitare la transizione verso un futuro prevalentemente basato sulle rinnovabili.”

Nota della Commissione Europea di venerdì

Per aiutare gli stati che non possono permettersi una transizione energetica rapida e completa, “in determinate condizioni, possono avere senso soluzioni che non sembrano esattamente “verdi” a prima vista”, ha detto a Reuters un funzionario della Commissione.

Tuttavia, il gas naturale e il nucleare saranno soggetti a condizioni rigorose, ha aggiunto.

L’Europa spaccata in due

E’ noto a tutti che il gas naturale produce circa la metà delle emissioni di CO2 rispetto al carbone quando bruciato nelle centrali elettriche; tuttavia le infrastrutture necessarie per trasformare il gas in energia elettrica sono frequentemente colpite da incidenti a dir poco disastrosi per il clima, come ad esempio fughe di metano.

I consulenti scientifici dell’UE avevano raccomandato, a Giugno, che gli impianti a gas non fossero etichettati come investimenti verdi a meno che non rispettassero un limite inferiore di emissioni di 100g di CO2 per kWh ben distante dai 270g citati in precedenza.

Alcuni attivisti ambientalisti hanno criticato la proposta trapelata sabato. Il WWF Austria ha affermato in un tweet che etichettare gas e nucleare come “verdi” porterebbe a “investimenti di miliardi in industrie dannose per il clima”.

L’Austria si oppone al nucleare, insieme a paesi come Germania e Lussemburgo. Invece altri stati dell’UE, tra cui la Repubblica ceca, la Finlandia e la Francia, che soddisfano circa il 70% del proprio fabbisogno energetico proprio con quest’ultima tipologia di energia, la considerano cruciale per eliminare gradualmente l’energia prodotta con il carbone che emette CO2. Sull’argomento vi rimando ad un nostro articolo proprio sull’energia nucleare che ne sviscera completamente i presupposti economici.

Indipendenza energetica cercasi

Se si contestualizza quest’ultima notizia nel quadro più ampio della situazione energetica europea se ne possono comprendere con maggiore chiarezza presupposti e conseguenze. E’ infatti ormai da mesi che si sottolinea su tv e giornali quanto pesante sarà l’aumento delle bollette di luce e gas, indotto dalla crescita folle e vertiginosa del prezzo delle materie prime ad esse connesse. La Russia ha dirottato il “gas europeo” in Polonia e Ucraina, impedendo l’approvvigionamento ai deboli (energeticamente parlando) Stati dell’Unione. L’aumento della domanda a fronte di un’offerta carente ha portato all’aumento dei prezzi e ha reso necessario addirittura importare GNL [gas naturale liquefatto] dagli Stati Uniti per via mare.

Risulta perciò oltre ogni modo rilevante la questione del nucleare, l’unica fonte energetica che darebbe all’Unione l’indipendenza energetica che sogna fin dalla sua costituzione. Già il caos generatosi in Libia in seguito all’assassinio di Gheddafi aveva palesato la debolezza energetica europea. Dipendente in maniera notevole dalle risorse petrolifere altrui, pensava di aver risolto la situazione usufruendo del gas russo. Eppure ora che i rapporti fra le due potenze sono tutt’altro che idilliaci [vedi le sanzioni che l’Europa ha inflitto al Cremlino dopo l’ingerenza Russa nella questione della Crimea] ci si ritrova di nuovo al punto di partenza. Isolata, l’UE deve piangere lacrime amare al buio. Perchè la luce costa troppo e non può permettersela. AAA indipendenza energetica cercasi.

Paolo Castellani

“L’UE pianifica di inserire Gas e Nucleare fra le energie rinnovabili”

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