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Il CEO di Netflix ha conquistato Hollywood con una presentazione PowerPoint

DiPaolo Castellani

Dic 26, 2021

Il CEO di Netflix ha conquistato Hollywood con una presentazione PowerPoint. Circa tre anni fa, Reed Hastings ha deciso di rispondere ad una domanda rimasta senza risposta per oltre dieci anni: come ha fatto una piccola azienda venditrice di DVD per corrispondenza a creare il servizio televisivo di streaming più popolare al mondo?

Hastings, il co-fondatore e amministratore delegato di Netflix Inc., non ha mai e sottolineo mai, voluto ripercorrere il suo passato. Nè in interviste, nè in conferenze, nè in apparizioni televisive. “Non c’è nostalgia in lui né egocentrica volontà di ostentazione”, afferma Patty McCord, ex dipendente e amica di lunga data. Ma dopo aver superato in astuzia i grandi dei media, i conglomerati tecnologici e le startup per costruire un colosso dell’intrattenimento globale, Hastings ha accettato di scrivere un libro.

Com’è andata veramente?

Non voleva scrivere un libro autobiografico sdolcinato, simile a quelli che definisce “libri di glorificazione dei CEO”, in cui gli amministratori delegati delle aziende raccontano la loro ascesa ai vertici del mondo degli affari, offrendo la loro vita come modello per aspiranti imprenditori. “Ogni volta che ne leggo uno, mi chiedo: ‘Qual è la realtà? Com’è andata veramente? E’ evidente che tre quarti di quello che si dice sono stronzate (bullshit)”, dice, parlando dalla sua casa di Santa Cruz, in California. Prendi “The Ride of a Lifetime”, la riflessione di Bob Iger sul periodo trascorso alla Walt Disney Co., ora il principale concorrente di Netflix. Il libro ha offerto grandi spunti sui primi giorni di Iger alla ABC, ma, secondo Hastings, tutto era un po’ troppo ordinato . “Ha coperto tutte le acquisizioni andate bene e nessuna di quelle disastrose”.

Ispirato da libri come “The HP Way” e “Beyond Entrepreneurship”, Hastings ha scelto di scrivere di quella che secondo lui è la vera chiave del successo di Netflix: il suo “mindset”. Magari sembrerà irrimediabilmente noioso. Chi vuole leggere un tomo sulle politiche di viaggio e sulla gestione delle spese, si chiede ironicamente Hastings accendendosi un sigaro. Ma la cultura di Netflix è già oggetto di venerazione e studio per la Silicon Valley e Hollywood, da quando lui stesso ha pubblicato una presentazione PowerPoint di 127 pagine sull’argomento nel 2009. Quell’insieme di diapositive da allora è stato visto più di 20 milioni di volte e acclamato dal direttore operativo di Facebook Sheryl Sandberg come forse il documento più importante mai uscito dalla Silicon Valley.

No Rules Rules e quella presentazione in PowerPoint che ha cambiato Hollywood

Hastings, 59 anni, spera che il suo nuovo libro avrà un impatto simile. “No Rules Rules”, scritto in collaborazione con Erin Meyer, espande la presentazione PowerPoint, delineando un piano in 10 passaggi per replicare e far proprio il “mindset” Netflix di “libertà e responsabilità”. “L’obiettivo è restituire e influenzare le giovani organizzazioni su una serie di principi che riteniamo preziosi”, afferma Hastings.

Sebbene il CEO di Netflix non abbia deciso di scrivere di se stesso, “No Rules Rules” svolge molte delle stesse funzioni di un libro biografico, riflettendo ciò che ha imparato nel suo viaggio di 30 anni da giovane e ambizioso imprenditore a una delle persone più ricche del mondo. Offre anche una finestra preferenziale per guardare all’interno della mente di un uomo che viene affettuosamente chiamato robot dai suoi dipendenti. Hastings è brillante e concentrato, un ingegnere che ha predetto il futuro di Hollywood 20 anni fa e ha raramente commesso errori nell’esecuzione della sua visione. Poco sentimentale e decisamente introverso, così lo definisce Erin Meyer co-autrice del libro.

Il “mindset” di Netflix e la sua cultura aziendale

“Erin è riuscita a tirarmi fuori molte storie personali”, dice, mentre descrive il suo percorso di vita come solo “marginalmente interessante” e “che difficilmente cambierà la vita di qualcuno”. “Un buon libro sul mindset può cambiare semmai qualche altra organizzazione già avviata in modo positivo; non dà idee ma insegna l’organizzazione.’

È proprio questo il punto focale su cui gioca l’intera narrazione, non lo si deve leggere per cercare un’idea rivoluzionaria o la risposta alla proprie ambizioni, lo si deve leggere per comprendere e far propria un’etica del lavoro che ha conquistato l’intera Silicon Valley. L’etica visionaria dell’integrazione sociale lavorativa e della divisione puntuale e organizzata dei compiti. Non c’è spazio per la procrastinazione, per l’assenteismo, per il “meglio tardi che mai” e l’unico motto da scolpire nella mente è “o lo fai ora o sei fuori”. Che richiama tra l’altro, vagamente, il diktat fondamentale del moderno capitalismo globalizzato. O lo fai ora, o da qualche altra parte del mondo arriverà qualcun’altro che lo farà prima di te, non importa se peggio. L’unica cosa che conta è il tempismo.

Cogli l’attimo

Carpe diem avrebbe detto Orazio, Carpe diem ci ricorda la Cina mentre sforna prodotti peggiori di quelli prodotti in Occidente pur tuttavia surclassandoci. Carpe diem, in sintesi, ci dice Reed Hastings in un libro assolutamente da leggere: “No rules rules”.

Paolo Castellani

“Il CEO di Netflix ha conquistato Hollywood con una presentazione PowerPoint”

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