• Sab. Ago 13th, 2022
simbolo del riciclaggio

Troppo spesso lo smaltimento dei rifiuti segue un modello lineare, in cui la destinazione finale è la discarica o l’incenerimento. Per attuare un’economia circolare di consumo e riciclo di materie prime si può ricorrere agli eco distretti territoriali.

Eco distretto, definizione e caratteristiche

Seguendo il progetto di legge creato dall’Università degli Studi di Perugia, dipartimento di Giurisprudenza, abbiamo una definizione generale di cosa sia un eco distretto.

L’ecodistretto indica il sistema socio-economico-culturale, individuato su base partecipativa,
radicato su una porzione del territorio regionale e […] connotato da omogeneità riferita al modello di produzione e al grado di urbanizzazione.

L’ecodistretto opererebbe superando la frammentazione che normalmente accompagna le iniziative e le istanze degli individui come singoli. Detto altrimenti, l’ecodistretto sfuggirebbe alla logica di atomizzazione delle istanze di tutela ambientale, per adottare una gestione collettiva dei conflitti1.

Di fatto un eco distretto è un’associazione di cittadini, radicata strettamente nel territorio, che prendono decisioni “dal basso” per quanto riguarda le questioni ambientali e di economia circolare. Tali questioni possono essere relative allo smaltimento dei rifiuti, ai criteri di sostenibilità industriale, allo sfruttamento di certe risorse e ai bisogni dei produttori locali. Queste decisioni vengono poi presentate alle amministrazioni regionali, che hanno il dovere di tenerne conto quando poi dovranno definire il piano di gestione.

Eco distretti e impianti di separazione, due termini quasi sinonimi

Un impianto di separazione serve a dividere i rifiuti urbani residui, con altissima efficienza, ricavando in massima parte i materiali riciclabili e lasciando un residuo molto basso (sperabilmente sotto al 10%). Così si limita il residuo che alla fine finisce in discarica e non si ricorre all’incenerimento.

Ogni eco distretto dovrebbe essere dotato di vari impianti del genere, sparsi sul territorio, tanto che essi stessi possono essere chiamati, volendo, “eco distretti”. Questi impianti dovrebbero operare ovviamente secondo le direttive dell’assemblea dell’eco distretto, che analizza le esigenze del territorio. Quindi la loro cotruzione dovrebbe essere fatta solo dopo aver istituito un eco distretto e avergli dato il tempo di riunirsi e operare.

Gli eco distretti sono fondamentali per un’economia circolare: se si riesce a reintrodurre quasi tutte le materie prime prodotte nel ciclo produttivo, si limita fortemente lo sfruttamento delle risorse e si crea un circuito chiuso. Tutto ciò contribuisce a tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini, limitando il conferimento finale del residuo in discarica e/o l’incenerimento.

Per approfondire di seguito i link relativi al lavoro fatto da varie associazioni in Umbria, tra cui il Comitato Zero Waste, per presentare un piano concreto alla Regione.

Petizione zero waste

Proposta gestione dei rifiuti in Umbria

Proposta ISDE

note: 1) documento di legge elaborato da UniPg, Dip. Giurisprudenza

Cos'è un eco distretto?

Un eco distretto è un’associazione di cittadini, radicata strettamente nel territorio, che prendono decisioni “dal basso” per quanto riguarda le questioni ambientali e di economia circolare. Tali questioni possono essere relative allo smaltimento dei rifiuti, ai criteri di sostenibilità industriale, allo sfruttamento di certe risorse e ai bisogni dei produttori locali. Queste decisioni vengono poi presentate alle amministrazioni regionali, che hanno il dovere di tenerne conto quando poi dovranno definire il piano di gestione.

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