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Draghi giura da Presidente del Consiglio: è il 67esimo governo da Mussolini

DiCepabismoney

Feb 13, 2021

Draghi giura da Presidente del Consiglio: è il 67esimo governo da Mussolini. Mario Draghi ha formalmente accettato il ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri e ha prestato giuramento stamane, sabato 13 Febbraio 2021.

Dopo l’approvazione delle nomine nei vari Ministeri da parte del Presidente della Repubblica, avvenuta nella serata di ieri, si è ufficialmente insediato il nuovo Consiglio dei Ministri.

Draghi, facendo valere la sua nomea, anche e forse soprattutto in campo internazionale, si è assicurato il sostegno di quasi tutti i principali partiti politici, dopo “la caduta” della precedente amministrazione avvenuta il mese scorso.

Una patata bollente

Non ha di sicuro ereditato una situazione per così dire tranquilla, dato che il dibattito politico sul Recovery Fund è più acceso che mai; sarà infatti chiamato a dar fondo a tutte le sue abilità politiche ed economiche per sbrogliare la situazione drammatica che affligge il nostro Paese.

L’Italia è infatti ancora alle prese con la pandemia (non è scontato possa arrivare in futuro anche la temibile terza ondata) e sta anche affrontando la peggiore crisi economica degli ultimi decenni.

Il Bel Paese ha registrato più di 93.000 morti, il sesto numero di vittime più alto al mondo.

Per ora in Parlamento è sicuro di un’ampia maggioranza

Dopo aver ricevuto il sostegno del più grande gruppo parlamentare sia alla Camera che al Senato, il Movimento Cinque Stelle, Draghi ha ora il sostegno di tutto lo spettro politico.

Ciò significa che avrà una maggioranza abbastanza ampia per portare avanti la sua agenda politica.

Peculiare il fatto che l’ex Presidente del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, resterà ministro degli Esteri. (Nonostante, permettetemi, le numerose gaffe, gli scivoloni e la palese inadeguatezza)

Nel frattempo Giancarlo Giorgetti, figura di spicco della Lega (nonchè fedelissimo di Salvini), sarà ministro dello Sviluppo Economico. Andrea Orlando, del Pd di sinistra, sarà ministro del Lavoro.

Il governo affronterà un voto di fiducia la prossima settimana, una formalità dato il sostegno trasversale assicuratogli dai partiti durante le Consultazioni di questi giorni.

Draghi: il Mosè dei giorni nostri

Economista con esperienza ai massimi livelli dell’Unione Europea e governatore della Banca d’Italia, Draghi è visto come un Salvatore, un Mosè in tempi moderni. Ribattezzato, amichevolmente, Super Mario, è chiamato a compiere una vera e propria impresa, mancata da tutti i suoi predecessori, reindirizzare il Nostro Paese verso la strada dello Sviluppo e della Crescita economica. Rilanciarci!

“Mario Draghi è stato l’italiano che ha salvato l’Europa, e penso che ora sia l’europeo che può salvare l’Italia”, ha detto la scorsa settimana l’ex premier Matteo Renzi al programma Newshour della BBC.

La fine del Governo Conte

Il precedente Premier, Giuseppe Conte, si è dimesso a gennaio dopo che Matteo Renzi di Italia Viva ha dichiarato di non voler più far parte della coalizione di governo. Nella fattualità delle cose, lo ha sfiduciato, ovvero “messo con le spalle al muro”. Allorchè Conte, sperando di poter racimolare voti da parte di Senatori costruttori (traditori) di altri partiti, ha spostato la sfida in Senato dove è andata in scena la drammatica ” conta”.

Sebbene avesse ottenuto la maggioranza, questa era solo relativa, e non assoluta; dunque insufficiente per poter portare avanti qualsivoglia forma di provvedimento che debba dapprima passare al vaglio delle Camere. Ciò l’ha costretto alle dimissioni.

Mario Draghi, elogiato da tutti per aver salvato l’euro come presidente della Banca centrale europea in uno dei momenti più bui della storia moderna, diventerà il nuovo Presidente del Consiglio, affiancato sia da Ministri tecnici che politici.

La sua priorità principale sarà capire come spendere oltre 200 miliardi di euro derivati dal Recovery Fund stanziati dall’UE per la ripresa post-pandemia.

Carpe diem

Per ora l’ex Goldman Sachs e Presidente della Banca d’Italia gode di un ampio sostegno politico, come detto.

Ma nel panorama politico italiano notoriamente diviso e instabile, nulla va dato per scontato. Si vedrà. Costruiamo, per ora. Rilanciamo, finchè c’è tempo. E si, resistiamo. Forza Italia!

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