• Sab. Ago 13th, 2022
fornello a metano

Da molto tempo si pensa che il gas naturale sia un combustibile “ponte”, verso una transizione ecologica completa. Tuttavia, ad oggi l’infrastruttura del gas naturale è enorme e vale migliaia di miliardi di dollari, perciò forse sarebbe più saggio trovare nuovi modi di sfruttarla, abbattendo le emissioni.

L’alternativa più ovvia al metano: idrogeno rinnovabile

Una delle soluzioni più studiate al momento è l’idrogeno rinnovabile, chiamato così perchè si può produrre per elettrolisi, sfruttando l’energia elettrica da fonti rinnovabili. Eolico e solare non sono fonti costanti, ma dipendono dal tempo atmosferico, perciò in certi periodi viene generata più energia di quanta può essere spesa o immagazzinata. Producendo idrogeno negli elettrolizzatori con l’energia in eccesso, si risolve questo problema, creando degli enormi depositi di idrogeno, che funzionano come “batterie”.

L’idrogeno prodotto può essere poi riconvertito in energia elettrica (con un rendimento medio), nei periodi di necessità, oppure può essere usato al posto del metano. In questo caso il vantaggio è ambientale, perchè l’idrogeno, bruciando, produce solo acqua, nessun gas serra. I settori che necessitano maggiormente di metano sono l’industria, i trasporti e i riscaldamenti. Quest’ultima soluzione presenta però alcune difficoltà tecniche legate al trasporto:

  • L’idrogeno puro è meno denso del metano, quindi per trasportarlo nelle condutture è necessario un notevole dispendio di energia, che potrebbe rendere vano l’investimento.
  • Le infrastrutture (per lo più sotterranee) per il trasporto del metano non possono essere usate per l’idrogeno, però si possono miscelare questi gas. La massima quantità di idrogeno consentita è di circa il 20%.

Decarbonizzare il ciclo del gas naturale

La soluzione che ad oggi sembra la migliore non è di eliminare l’infrastruttura del gas naturale in favore dell’idrogeno puro, che costerebbe moltissimo e avrebbe un enorme impatto ambientale. Invece, occorre attuare alcune di queste strategie:

  • Sfruttare l’idrogeno puro dove è possibile produrlo nelle vicinanze, con poche infrastrutture dedicate. Per esempio, nelle centrali elettriche e in parte nell’industria.
  • Iniziare ad abbassare il consumo di gas naturale, miscelando una parte di idrogeno rinnovabile nelle condutture già esistenti.
  • Attuare strategie di decarbonizzazione, ovvero combinare l’idrogeno con CO2 per il trasporto (ottenendo metano, metanolo o simili), quindi eliminare la CO2 direttamente nei pressi del consumatore. Questo avviene tramite fonti di calore, e necessita solamente di cambiare le tecnologie “a valle”, lasciando tutte le altre infrastrutture intatte. Così il trasporto di idrogeno diventa conveniente. Di fatto si trasporta ancora metano, ma (quasi) senza rilasciare CO2 nell’atmosfera a causa della combustione. Il prodotto finale è carbonio solido, che può essere facilmente asportato, mentre, come già detto, l’idrogeno bruciando produce solo acqua.

Tutte queste soluzioni mirano a preservare il più possibile un’infrastruttura, quella del gas naturale, che conta milioni di kilometri di condutture e vale migliaia di miliardi di dollari.

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