• Sab. Ago 13th, 2022

Agricoltura 4.0, la soluzione “smart” per la produzione alimentare

immagine spiga di grano verde su un campo

Nei prossimi decenni la popolazione aumenterà, fino a raggiungere i 9 miliardi nel 2050. Inoltre i cambiamenti climatici renderanno sempre più difficoltosa la produzione alimentare. L’agricoltura 4.0 è una delle soluzioni per un’agricoltura più sostenibile ed efficiente. Vediamo insieme come funziona.

Gestire l’acqua

L’acqua potabile nel nostro pianeta è una risorsa abbondante, ma non illimitata. Nel prossimo futuro le crisi legate all’acqua aumenteranno in molti paesi, con siccità sempre più frequenti. Inoltre la richiesta di acqua da parte della popolazione in crescita, aumenterà notevolmente. Perciò è importante imparare a gestire le risorse idriche, soprattutto nell’ambito della produzione alimentare (agricoltura e allevamento). Tutto ciò anche nell’ottica di un’economia circolare.

Infatti, il settore alimentare è responsabile dell’utilizzo del 70% dell’acqua, a livello mondiale. Il restante 30% se lo spartiscono industria (20%) e uso civile (10%). Storicamente, anche dopo la rivoluzione verde del secolo scorso, con un incremento enorme della produttività dei campi, lo spreco di acqua non è mai stato arginato. Solo negli ultimi anni abbiamo sviluppato le tecnologie necessarie per poter gestire le risorse, con soluzioni smart.

Non dimentichiamo, inoltre, che il settore alimentare è responsabile del 26% delle emissioni equivalenti di gas serra, fattore determinante per i cambiamenti climatici. Quest’ultimi, poi, condizionano fortemente l’agricoltura stessa, non solo per la carenza d’acqua (approfondiremo in altri articoli), quindi è un circolo vizioso.

Il nuovo contadino nell’agricoltura 4.0 è giovane e smart, disposto ad utilizzare tutte le più moderne tecnologie e a fare viaggi di aggiornamento all’estero. Mettiamo fine quindi alla classica immagine del contadino vecchio e con la vanga in mano, nonostante ancora l’età media dei contadini in Italia sia piutosto alta.

Droni e sensori, un esempio di soluzione smart

Nell’agricoltura 4.0 possiamo vedere droni che ispezionano i campi ed inviano i dati sullo smartphone o sul PC del contadino, tramite app e programmi appositi. Questi droni sono dotati di sensori che rilevano lo spettro di emissione delle piante (infrarosso a varie bande di frequenza). In base a questo, valutano lo stress idrico delle piante, zona per zona. Così è possibile dosare l’acqua e irrigare i campi solo dove e quando serve, in base al tipo di coltura, al tempo atmosferico ed alla salute delle piante.

Altri sensori sono posti nel terreno, o addirittura sulle piante stesse, per misurare i parametri di stress idrico in certi campioni della coltivazione. Essi sono tutti collegati ad un network protetto, tramite la rete LTE, Wi-Fi o satellitare. Nell’agricoltura 4.0 il contadino ha a disposizione moltissimi dati, ed in base a quelli può produrre molto di più, con meno risorse. Questo discorso, fatto per l’acqua, si applica in modo analogo anche alla regolazione dell’uso di pesticidi e fertilizzanti.

Agricoltura 4.0 in Italia

Sebbene il mercato dell’agricoltura 4.0 sia in rapida crescita, in Italia solo l’1% delle superfici coltivate adotta soluzioni di tipo smart. Tuttavia in questi anni qualcosa sta cambiando, molte aziende hanno compreso i molti benefici che la tecnologia può portare e si stanno affidando ad esperti del settore. Occorre superare i pregiudizi e le barriere che ancora ci separano dall’utilizzo delle nuove tecnologie in certi ambiti, soprattutto quelli molto “conservatori” come l’agricoltura.

Questa chiusura alle novità si vede moltissimo nella manipolazione genomica delle piante, che ha delle potenzialità enormi. Per esempio, perchè sforzarsi di reperire più acqua in zone dove c’è carenza, se posso creare una varietà della pianta (grano, riso, mais…) in grado di crescere con meno acqua? Tutto deve essere ovviamente regolamentato, per tutelare anche la biodiversità, ma dobbiamo iniziare a farci furbi. Siamo molto abili ad usare le tecnologie per l’intrattenimento e la comunicazione, ma siamo anche troppo lenti quando si tratta di cambiare il modo di fare le cose.

Quando il tempo stringe, la lentezza è letale. Quindi, spazio ai giovani e all’agricoltura 4.0!

Per approfondire:

Mauro Mandrioli, “Nove miliardi a tavola”, Zanichelli editore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *