• Sab. Ott 1st, 2022

L’acqua, una risorsa abbondante ma non illimitata

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L’acqua nel nostro pianeta è una risorsa abbondante, ma non illimitata. A causa dello sviluppo delle attività umane e dei cambiamenti climatici, molte delle riserve d’acqua del pianeta, come ghiacciai, fiumi e laghi, si stanno riducendo. Sarà fondamentale nei prossimi anni un coordinamento a livello politico tra i paesi più a rischio, per limitare lo sfruttamento dei territori ricchi di acqua, superficiale o nel sottosuolo. Un particolare riguardo va alle montagne, da sempre custodi delle riserve più abbondanti, sotto forma di ghiacciai stagionali, che più di tutti stanno pagando i cambiamenti climatici.

L’acqua nel mondo

L’acqua sul nostro pianeta è una risorsa abbondante, ma non illimitata. La superficie terrestre è coperta per il 71% di acqua; di questa, il 97,5% è acqua salata. Della restante acqua dolce, il 68,9% è contenuta in ghiacciai e nevi perenni, il 29% nel sottosuolo e solo lo 0,3% è localizzata in fiumi e laghi, e quindi potenzialmente disponibile.
Tale quantità corrisponde allo 0,008% dell’acqua totale del pianeta!

Il volume di acqua presente sulla terra è stimato in: 1.360.000.000 Km3. Con le percentuali date prima, il volume totale dell’acqua potabile potenzialmente disponibile ammonta a 1014 m3, in tutta la terra (centomila miliardi di metri cubi). Questo solo considerando le acque superficiali.

In media ogni abitante del pianeta consuma oggi il doppio di acqua rispetto all’inizio del 1900.
La commissione mondiale per l’acqua indica in 40 litri al giorno a persona la quantità minima per soddisfare i bisogni essenziali. Con circa 40 litri noi italiani facciamo la doccia, mentre per altri rappresenta l’acqua di intere settimane. Nel mondo si passa da una disponibilità media di 425 litri al giorno di un abitante degli Stati Uniti ai 10 litri al giorno di un abitante del Madagascar. Da 237 in Italia a 150 in Francia. Le stime medie indicano un consumo di 350 litri d’acqua al giorno per una famiglia canadese, di 165 per una europea e di 20 litri per una famiglia africana.

L’acqua in Italia

L’Italia è prima in Europa per il consumo d’acqua e terza nel mondo. Più di noi soltanto gli Stati Uniti e il Canada; gli italiani consumano quasi 8 volte l’acqua usata in Gran Bretagna, 10 volte quella usata dai danesi e 3 volte quella che consumano in Irlanda o in Svezia.

Le risorse idriche disponibili in Italia ammontano a 52 miliardi di m3 annui, di cui circa un quarto proviene da fonti sotterranee, mentre il rimanente deriva da fonti superficiali.
La disponibilità di risorse è tuttavia distribuita in maniera difforme sul territorio nazionale, con il 53% localizzato nell’Italia settentrionale, il 19% nell’Italia centrale ed il 28% nell’Italia Meridionale e nelle Isole.
I consumi idrici vengono assorbiti per il 50% dal settore agricolo, per il 40% dai settori civile ed industriale, per il rimanente 10% dal settore energetico.

Il prelievo di acqua a uso potabile ammonta, ai giorni nostri, a 9,1 miliardi di m3; tale quantità viene erogata attraverso una rete di oltre 13 mila acquedotti. Il dato riguardante il prelievo di acqua è in crescita rispetto al 2005 (1,7%) e al 1999 (2,6%).

Gli sprechi in Italia

La differenza tra acqua erogata e acqua immessa è riconducibile a diversi fattori:

  • Sfiori di serbatoi laddove l’acqua disponibile ne superi la capacità di contenimento in particolari periodi dell’anno;
  • Furti e prelievi abusivi;
  • Perdite delle condotte.

Nel 2008, in Italia per ogni 100 litri di acqua erogata si preleva una quantità di 165 litri, cioè il 65% in più. Tali dispersioni sono dovute, da un lato, alla necessità di garantire una continuità di afflusso alle condutture e alle adduzioni di acqua all’ingrosso concesse a imprese industriali (in genere alimentari) e, dall’altro, a prelievi non autorizzati, a perdite delle condotte o ad una mancata regolazione del prelievo al variare periodico delle necessità.

Gli acquedotti italiani, secondo il Comitato per la Vigilanza sull’uso delle Risorse Idriche, hanno una perdita pari complessivamente al 30% dell’acqua immessa, cioè pari a 2,61 miliardi di metri cubi su 8,72 miliardi di metri cui immessi nella rete idrica. Una perdita questa che percentualmente aumenta soprattutto al Sud dove in alcuni casi le perdite superano il 50%.

Per approfondire:

Censimento risorse idriche ISTAT 2008

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